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)O( Francesca )O(

".. Esistono profumi.. ricchi e trionfanti, che hanno l'espansione propria alle infinite cose, ... e cantano dei sensi e dell'anima i lunghi rapimenti..."

Francesca

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6 novembre

Un silenzio eterno...?

La pioggia scende senza sosta, mi bagna, mi percuote con mani invisibili.
Sono sola in questa notte senza luna, buia.
Non c’è nessuno.
La strada è deserta.
-Prova ad urlare.- mi dice una voce.
Apro la bocca, ma dalle mie labbra non esce alcun suono.
Sono muta.
Mi guardo attorno.
Le tapparelle sono abbassate.
Possibile che tutti dormano?
Da tre giorni vago ormai per questa città fantasma.
Abbandonata?
No, i camini fumano.
Morti?
No, nessun cimitero.
Allora dove sono tutti?
Dove sono io?
Sono sola.
Parlate, vi prego!
Giocate, scherzate, ridete, piangete!
Vi supplico.
Non state in silenzio.
Basta!
Chiudete gli occhi.
Occhi vuoti, privi di espressione, incavati e tutti uguali fra loro.
Tutti mi guardano.
Tutti dicono la stessa cosa…
…NIENTE!!!
Mi inginocchio.
Cado a terra tenendomi la testa tra le mani.
Posso sentirli tutti quanti, eppure non ci sono.
Ho paura.
-Un incubo.- mi dico -Solo un brutto sogno!-
Apro gli occhi.
La strada è ancora lì. Davanti a me c’è una luce.
La seguo.
Cammino.
Affretto il passo.
Corro.
Non riesco.
Qualcuno mi trattiene.
Mi volto.
L’ombra?
Il buio?
Riprendo a seguire la luce.
È sparita.
Guardo a terra, triste.
-Perché?-
Mi siedo nuovamente e mi guardo attorno.
Accanto a me c’è una pietruzza bianca.
La afferro.
Provo a passarla sull’asfalto freddo.
Scrive.
Mi rialzo e mi dirigo verso il muro della casa a me più vicina ed inizio a tracciare linee su linee.
Allo spuntar dell’alba, il sole fa capolino dalle nuvole.
Un raggio rischiara la facciata su cui avevo scritto.
Su di essa ora c’è uno splendido disegno: un angelo.
Ecco la luce!

23 avril

La porta dell'inferno...i sette peccati!!

Pur non essendo un argomento comune, lo studio di questo genere di cose mi ha sempre affascinata, così ho voluto metterlo nel mio blog. Ecco a voi i sette peccati capitali o vizi. Buona lettura!
 
Superbia: sfoggio della propria superiorità rispetto agli altri.
 

Avarizia: mancanza di generosità, colui che è taccagno, ma in origine indicava la tendenza all'accumulo eccessivo ed ingiustificato, la tesaurizzazione.

Lussuria: dedizione al piacere e al sesso.

Invidia: desiderio malsano verso chi possiede qualità, beni o situazioni migliori delle proprie.

Gola: abbandono ed esagerazione nei piaceri della tavola.

Ira: il lasciarsi facilmente andare alla collera.

Accidia: la pigrizia, l'ozio, la poca voglia di fare, l'apatia, il disinteresse verso gli altri, verso se stessi, e verso la vita.

Questo tema è ripreso da molti e, per ridere, lo si può ritrovare anche nell'anime/manga di Full Metal Alchemist: i 7 homunculus

oppure anche Enrico Ruggeri con l'album L'uomo che vola:

  1. Sipario   (1' 48")  
  2. Gimondi e il cannibale   (4' 42")
  3. Il mondo non ha età   (3' 55")
  4. Niño no   (3' 53")
  5. L'autocritica   (4' 21")
  6. Messaggio dal K2   (3' 36")
  7. L'uomo che vola   (3' 30")
  8. Le ragazze di 40 anni   (3' 51")
  9. E se l'amore fosse questo?   (3' 51")
  10. Arrivederci   (4' 14")
  11. Le sette sorelle   (15' 17") Pigrizia   (2' 13") ; Gola   (2' 04") Avarizia   (1' 27") Invidia   (2' 05") Ira   (2' 02") Lussuria   (2' 59") Superbia   (2' 28) ]

21 avril

...solo un sogno?...

È confuso. Tutto attorno vedo solo ombre. Ho gli occhi chiusi. Non ho però la forza di aprirli. Sto sognando…vedo un prato. In quel prato c’è un grosso albero  bianco dalla chioma folta. E sotto di esso c’è un ragazzo. Ma che strano. È sempre lì. Tutti  giorni. Stringe in mano un quaderno per gli schizzi ed una matita. Il foglio è bianco però. Passa il lieve alito di vento che scompiglia i suoi capelli, scuri come la notte. Non lo vedo in volto. È sempre chino, intento a contemplare quel foglio bianco. Un raggio di sole lo illumina. Pare un angelo. Io gli sto sempre accanto, eppure non sembra notarmi. Ogni tanto alza il volto e scruta l’orizzonte, poi torna sul suo foglio. Un giorno mi faccio coraggio e gli domando -Perché sei così triste?- Il ragazzo pare ridestarsi. Alza la testa e mi fissa con quei suoi occhi, così profondi da far invidia persino al cielo stesso. Sorride. Torna a fissare il blocco. Poi con voce calda e rassicurante dice –Non arriva! La aspetto ogni giorno, ma non arriva.- -Dimmi mio buon ragazzo, chi stai aspettando?.- Mi sorride. –Mio buon angelo custode, aspetto lei, la mia musa, colei che dà vita ogni giorno al mio cuore e ai miei disegni.- -Sei un pittore?- -Lo ero.- Una vena di tristezza gli balenò negli occhi. Mi chino su di lui e gli do un bacio –Come fai a dire che sono un angelo?- -Perché sei sempre con me, tutti i giorni ti sento vicino. Qui, dove sei ora e dove ti parlo. Non ti vedo, ma ti sento.- -Perché allora non hai mai parlato?- -Perché riflettevo.- Il ragazzo torna a sorridere. Quanto è bello! –Come è fatta questa musa?- -Non lo so.- Lo scruto attentamente. Perché aspetta una persona che non verrà mai? –Verrà.-  Mi volto all’istante. Non ho parlato eppure quel ragazzo mi ha risposto. Come faccio ad essere io l’angelo, se già lui è una creatura eterea? Dormo ancora. Almeno credo. Ho gli occhi ancora chiusi. Torno dal ragazzo. Lo fisso di nuovo. Lui sempre con lo sguardo perso nel bianco del foglio. –Come ti chiami?- mi chiede. –Io…io…- eppure non ho una risposta. Chi sono io? Da dove vengo? –Dal paradiso!- Di nuovo mi ha risposto. –Dammi tu allora un nome.- -Perché legarti a spoglie mortali quando tu sei nata per essere una creatura dalle ali lucenti? Perché incatenarti?- -Perché così sono e sarò tua per sempre.- Il ragazzo alza gli occhi verso il cielo. -Perché vuoi essere mia?- -Perché non ti lascerei mai solo, starei sempre con te e non piangeresti alla luna come un bimbo, ti terrei forte fra le mie braccia, cullandoti e così dormiresti felice ed al mattino ti sveglieresti con me accanto.- -Ma questo lo fai già. Non è forse vero? Tu fai tutto questo, eppure chiedi a me di renderti schiava.- -Sì!.- Sorride tristemente mentre orreva le foglie mosse da dita invisibili, come per dispetto. Torna sul suo foglio -Odi la libertà fino a questo punto?- -Non è forse libertà stare vicino alla persona che si ama?- -Come posso essere così meschino da darti un nome. Eppure so che sei sempre con me, sei parte di me…tu sei me! Sei la mia anima!- -Tu come ti chiami?- Le parole che uscirono dalla bocca del giovane furono le parole di salvezza:la libertà! Poi piombò il silenzio. Anche il venticello aveva smesso di giocare con le fronde dell’albero e l’erba verde. Il ragazzo rimane lì, poi…-Angelo mio? Rispondi! Anche tu sei andato via? Anche tu mi hai abbandonato?- Il povero giovane, avvilito, rimane in silenzio con occhi chini. Ripete il consueto gesto che ogni giorno, ogni minuto era solito fare, ma questa volta senza speranza nel cuore. Ad un certo punto, da lontano una creatura splendida, dotata quasi di ali, si avvicina a lui. Un angelo? Posa una mano sul volto di lui -Eccomi!- -Credevo che mi avessi abbandonato, angelo mio, mia unica ragione di vita!- Gli sorrido contenta ed a gran voce esclamo –Sono libera!- Ho iniziato a vivere nel momento in cui sono morta. Morta per rinascere, ma questa volta con sembianze e forma diverse. Attorno a me ho catene salde. Ora sono legata all’amore. Voglio vivere. Non mi accontento più solo di sopravvivere. È un sogno. Un sogno vestito d’amore. Un solo interrogativo continua ad agitarsi dentro di me: chi sono coloro che popolano i nostri sogni ed esaudiscono i nostri desideri?

 

8 avril

Il segreto del faro

Con un gioco di magia ci troviamo in riva al mare ad una spiaggia a contemplare l’incontaminato oceano. Le sue acque cristalline e calde sembrano baciare ed abbracciare, per poi sfuggire, la finissima sabbia argentata che luccica sotto un sole gaio e felice, che tutto vede ed illumina. Io me ne sto tranquilla sugli scogli ad osservare quel miracolo…opera di una mano invisibile…disegno divino agli occhi e al cuore. Da lontano vedo arrivare, tutta allegra, la mia amica che sventola la mano in cenno di saluto. Con un balzo, scendo dal posto in cui mi ero acquattata e mi dirigo verso di lei. Ci sono anche gli altri. –Ciao ragazzi!- dico loro raggiante in volto. Dopo i saluti decidiamo di sederci su una piccola cunetta di sabbia dove l’acqua aveva scavato, formando una conca. All’interno, un’acqua limpida e fresca si muoveva leggermente. Piccoli granchi sguazzano allegri, facendo a gara con i paguri. Rido. La lieve brezza dello zefiro ci avvolge portandoci al naso l’odore della salsedine. In cielo i gabbiani volavano cullati dal venticello, come fosse una danza infinita. Mi perdo a guardarli. Così leggiadri e maestosi in volo. Il mare che si infrange sugli scogli conferisce a quel quadro naturale una musica di sottofondo gradevole e quasi rassicurante. Una voce mi riporta alla realtà. –Da queste parti ci dovrebbe essere una grotta. Così mi ha detto mia nonno. Dovrebbe essere vicino al vecchio faro. Si narrano certe storie riguardo al quel posto. Vi va di cercarlo?- -Sì-  esclamo io, desiderosa di andare alla scoperta di luoghi misteriosi. La mia affermazione fu seguita da un coro generale. Partiamo. Costeggiamo l’alta scogliera fino ad arrivare nei pressi di un antico faro. Era stato costruito nel 1200 per i pescatori che un tempo solcavano quelle stesse acque che ora guardavamo. Si dice che quel luogo fosse abitato da uno spirito. Guardiamo ovunque, ma della grotta neanche l’ombra. Ad un certo punto la mia amica richiama la nostra attenzione, indicandoci una piccola sporgenza sotto il faro. Ci avventuriamo cauti, aggrappandoci alle rocce più sicure, per non rischiare di cadere in acqua come avevamo notato prima, quando giungiamo sul posto, davanti ai nostri occhi esterrefatti, si apre una piccola spelonca. Uno del gruppo tira fuori il suo accendino e si avventura dentro. Non essendo quel tipo di persona che ama il buoi pesto ed i luoghi spettrali dove giunge all’orecchio uno strano gocciolare. Mi aggrappo a lui, per avere una visuale anche più nitida di quello che mi circonda. Non è poi tanto male. Un curioso aroma di alghe e muffa mi infastidisce il naso. Sopra le nostre teste delle piccole stalattiti riflettono debolmente la luce della vivace fiammella. Arriviamo alla fine della grotta. Era vuota. La delusione prese il sopravvento nei nostri cuori. Poi scorgo in un angolo, coperta frettolosamente con del terriccio, una piccola cassa. Mi avvicino e la apro. Tale fu lo stupore che un piccolo gridolino mi sfuggì dalle labbra. I miei amici si stringono attorno a me. Il piccolo baule contiene una foto un po’ malandata, due anelli di nozze e una busta. A quel punto pensai ad una lettera d’amore per lei o lui. Prendo gli anelli. Dentro è incisa la seguente frase: “Prendi il mio cuore e custodiscilo gelosamente, ti è sempre appartenuto. Marina”. Nell’altro invece “Sei il mio angelo, sei le mie ali, sei la mia vita. Claudio”. Sorrido all’idea dell’amore  che poteva esserci fra queste due persone. Immenso come l’infinito e saldo come le radici di un albero o come le catene, che solo la morte può spezzare, ma solo fisicamente. Guardo i miei amici. Sollevo fra le mani la busta. Mi tremano. È giusto profanare questo tesoro? Alla fine decido di aprirla. Un tratto sottile e chiaramente leggibile, ma spaventoso nella sua perfezione. Mi schiarisco la gola ed inizio a leggere ad alta voce “Amore, mio raggio di vita. Guarda questo prato. Lo rammenti? Era nostro sogno d’amore. Tu ed io. Solo noi, a vivere in quest’immensità del colore della giada. Avrebbe dovuto essere così. Me lo sussurravi all’orecchio felice, con quel sorriso  che scioglierebbe ogni cosa. Ti sarebbe piaciuto così tanto”. Mi fermo un attimo perché so cosa mi aspetta dopo. I miei amici mi guardano. Riprendo “Ormai la malattia ti stava strappando da me. Logorata. Eppure riuscivi a proferire ancora quelle parole. Parole che sembravano d’oro. Eri tu, che riuscivi a rendere tutto più facile. Quel demonio maledetto si è impossessato del tuo corpo, ma tu volevi vivere. Lo avevi promesso. Dicevi che saresti stata al mio fianco e che lo avresti fatto per me. Volevo crederci. Lo desideravo con tutto me stesso, ma non poteva succedere. Ogni giorno passava lento e allo stesso tempo veloce e le forze ti abbandonavano. Ricordi i giochi allegri fatti in questo prato in riva al mare? Eri bella come un angelo, illuminata dalla vanitosa luna che si piegava al tuo cospetto. Coperta da quelle meravigliose vesti bianche, parevi una creatura celeste. Ogni giorno guardavamo scendere il sole con i suoi raggi che baciavano la tua splendida pelle diafana. I tuoi capelli biondi, mossi appena dallo zefiro, risplendevano come oro ai miei occhi mortali. Ti fissavo senza parole. Estasiato. Ti ammiravo, ma tu sfuggivi sempre di più. Ormai avevi messo le ali. Eppure avevi sempre il coraggio di sorridere alla vita. Riuscisti a sorridere anche alla morte, che, meschina e crudele, venne a strapparti da me. Morte che, anche dopo tutto ciò, non riuscì a portarti via la bellezza”. Mi fermo di nuovo. Le parole non vogliono uscire dalla mia bocca. Mi accorgo, però che calde ed amare lacrime rigano il mio volto. Trovo il coraggio di riprendere. “Oggi è una giornata fredda, come il mio cuore, coperta da una coltre ghiacciata di apatia. Guardo in alto. Il cielo piange. Ormai è trascorso un anno dal quel giorno. Il giorno in cui tu spiccasti il volo verso il paradiso. Forse è per questo che io tempo è così uggioso. È afflitto per te. La pioggia bagna senza sosta l’erba del prato. Lo stesso in cui avremmo dovuto sposarci e fare mille e mille passeggiate insieme. Invece ora qui c’è solo una croce bianca e sotto di essa riposi tu. Me lo avevi chiesto ed io fino alla fine ti rimango fedele. Mi dicesti –Vorrei stare sotto l’albero che guarda il mare ed essere cullata dalle onde mentre dormirò - . lo rammento bene. Ora sei qui sotto lo stesso albero dove ci scambiammo la promessa di amore eterno. Ormai infranto per sempre. Un suono straziante e malinconico mi giunge alle orecchie. È la campana della chiesa del villaggio vicino che, suonando, accompagna il mio lutto. Sospiro, posando un mazzo di rose bianche sulla tua eterna dimora. Alzo lo sguardo al cielo. Lente le nuvole cineree si muovono. L’acqua mi bagna, penetrandomi nelle ossa come mille pugnali. A fondo. Come il dolore che dilania e strazia il mio cuore ferito. Angelo mio, adorata, mia unica amata. Perché stai piangendo? Per la sofferenza che reco con me? Lo so. Ti avevo promesso che sarei stato felice, ma senza di te mi sembra impossibile. Continua a piovere. È tardi ormai e devo rientrare. Mi volto e qualcosa di splendente rapisce la mia attenzione. Volteggia nell’aere. Una candida piuma. Arresto il suo volo, prendendola con cautela fra le mani per no sciuparla. Coincidenza? Un segno? Voglio credere, però,  che appartenga a te, mia cara. La conservo ancora con me, come segno del nostro amore infelice. La terrò fino alla fine con me. Sempre. Attendendo il momento in cui le nostre anime lacerate potranno ricongiungersi…finalmente. E questa volta…per l’eternità!”. Quando smetto di leggere, il silenzio era calato su di noi come un manto. Non troviamo parole che rendano giustizia. Sollevo la foto. Una coppia…due metà ricongiunte…una sola cosa…sorridono felici. Usciamo dalla grotta e, nel voltarci, vediamo in alto un albero. Lo raggiungiamo. Una distesa di erba brillante si apre davanti ai nostri occhi. Ci avviciniamo ad esso. Alla sua ombra notiamo due croci. Su una di esse c’è scritto: “Ti amai e ti amerò di un amore vero che può essere concepito solo che da me.”. Uno strano grido giunge al mio orecchio. Mi volto. È il vento che, entrando nella spelonca, produce un eco simile al grido di una donna. Da una storia d’amore è nata una leggenda, destinata a rimanere tale per sempre. Sorrido amaramente, mentre mi lascio alle spalle quel luogo in cui i due amanti dormono felici…ora ricongiunti!!!!

 

 

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Ange-chana écrit :
Onee-chaaaaan!!!!!
Ohaiho ^^ bravissima vedo che stai imparando ad usare il blogguccio!!!!
che brava sensei che sono *ohohohoh!!!* è sta anche venendo benissimooooo!!!!
poi hai messo le fotine dell'adorato comics!! *le luccicano gli occhi al solo pensarci* al prossimo il cosplay non lo toglie nessuno eh!?Bè che le tue storie mi piacciono un sacco lo sai già ^^  bravittimaaa!!!!
Ti adorooo tanto tanto!!!
°Oo.Kisu.oO°
*torna sul mitico forum a ruolare un pochetto XD* 
21 Avr.
Kaggy91a écrit :
Ciao Tesoroooooo!!!!!!
Sai che sono felicissima di averti conosciuto?
E lo sai che ti voglio davvero tanto bene?
Spero che la nostra amicizia sia duratura perchè ci tengo molto a te!
 
Bacione
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5 Avr.